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Tappa 1: “La memoria che ritorna alla luce“

Miniere, paesaggi, comunità del lavoro perduto

Coordinata — Memoria industriale, paesaggi, ritorno dei luoghi. Luoghi attraversati — Sicilia (zolfare e saline), Andalusia e Asturie, Slesia. Progetto di riferimento — ASTRA. Advancing Sustainable Transition and Resilience in post-mining areas. Erasmus+ KA227, 2020–2022. Idrisi, leader di progetto con i partner Internet Web Solutions (Spagna) e Fundacja ad Meritum (Polonia).

C’è un’Europa che non viene quasi mai raccontata, ed è quella delle terre che il lavoro ha attraversato, riempito di vita per generazioni, e poi abbandonato senza una conclusione narrativa. Le zolfare siciliane, le miniere di carbone delle Asturie, il bacino estrattivo della Slesia, le saline andaluse: paesaggi che hanno scritto pagine intere di storia europea — dal punto di vista del capitale, del movimento operaio, della migrazione, della memoria popolare — e che oggi compaiono nelle mappe ufficiali del patrimonio culturale solo come voci marginali o come problemi di riconversione. Sono territori che il sapere storico nazionale conosce, ma che il sapere educativo europeo ha quasi cancellato.

La pratica osservata, attraversando i tre paesi del partenariato, è che la memoria di questi luoghi non è morta — ma non è scritta. Vive nelle voci degli ex minatori, nelle fotografie tenute negli album di famiglia, nei racconti delle mogli che aspettavano ai cancelli del pozzo, nei toponimi dei villaggi sorti accanto agli impianti. Il progetto ha lavorato con un metodo molto idrisiano: il photovoice, cioè la raccolta partecipativa di immagini fatte dalle comunità stesse, accompagnate dalle storie che chi le scatta sceglie di raccontare. Non un’antropologia che descrive da fuori, ma un atto di restituzione — la comunità si fotografa, si racconta, e in quel gesto trasforma il proprio paesaggio abbandonato in un sapere trasmissibile. È così che è nata una mappa digitale che collega idealmente la Sicilia mineraria all’Andalusia e alla Slesia: non per analogia tipologica, ma perché le tre comunità, attraverso le loro voci, hanno riconosciuto di parlare la stessa lingua del lavoro perduto.

Lezione per il Nuzhat. Il patrimonio culturale europeo non finisce dove finiscono i monumenti. Comincia anche dove qualcuno ha smesso di lavorare. Cartografare l’industria abbandonata è cartografare una memoria che, se non viene raccolta adesso, sparirà con la generazione che la ricorda.