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Tappa 3: “Le strade del bivio sbagliato”

Scuole, identità, geografia delle disuguaglianze

Coordinata — Incroci, scuola, identità plurali. Luoghi attraversati — Italia (Sicilia), Repubblica Ceca (Brno), Bulgaria (Sofia), Romania (Bucarest). Progetto di riferimento — TAI. Teaching Across Intersections. Erasmus+ KA220-SCH, 2022–2025. Idrisi partner con CIG NORA (Brno, capofila), Association WalkTogether (Sofia), Asociatia Young Initiative (Bucarest).

C’è un’immagine, nel cuore di questo progetto, che sembra scritta apposta per l’atlante. Immagina un incrocio dove tre strade si intersecano: una porta a un’università, una al cibo di buona qualità a basso prezzo, una a case ristrutturate a canone controllato. Ora immagina di crescere in un incrocio diverso: la prima strada porta a una prigione, la seconda a un sistema fognario danneggiato, la terza a generi alimentari irragionevolmente costosi. La vita di un bambino, più di quella di un adulto, è decisa dall’incrocio in cui nasce. La pedagogia europea contemporanea, quando è onesta con sé stessa, sa che le scuole secondarie continuano a essere costruite sulla mappa del primo incrocio — e a trattare gli alunni del secondo come ospiti che devono adeguarsi alla geografia altrui.

La pratica osservata, lavorando insieme tra Sicilia, Cechia, Bulgaria e Romania, è che l’intersezionalità nell’educazione secondaria non è un concetto teorico da introdurre nei curricula come un modulo aggiuntivo. È un cambio di sguardo dell’insegnante. Significa cominciare a leggere la classe come una piccola geografia di incroci, dove le identità degli alunni — di classe, di genere, di origine, di abilità, di orientamento — non sono variabili separate ma si combinano in posizioni precise sulla mappa sociale. Significa riconoscere che il libro di testo standard, in tutti e quattro i paesi del partenariato, descrive un’esperienza prevalentemente bianca, cis-maschile, borghese, eterosessuale, normodotata — e che questa descrizione non è la realtà della classe. Il manuale per insegnanti, la reportistica comparativa, la piattaforma di e-learning prodotti dal progetto sono strumenti per accompagnare questo cambio di sguardo, ma il cambio avviene quando l’insegnante riconosce, nel volto di un alunno, l’incrocio in cui quell’alunno è nato.

Lezione per il Nuzhat. L’intersezionalità è geografia prima che teoria politica. È il riconoscimento che il bivio in cui si nasce decide la mappa che si abita. Una scuola che lo capisce, smette di essere uno spazio neutro e diventa uno spazio civile.