Sostenibilità, creatività, ritmi del Mediterraneo che si ripete
Coordinata — Tempo lungo, ambiente, ritmi del Mediterraneo. Luoghi attraversati — Italia (Palermo, Palazzolo sull’Oglio), Cipro (Nicosia), Bulgaria (Sofia). Progetto di riferimento — ECHO. Education for Environmental Sustainability: Creative Learning Centers and Digital Tools. Erasmus+ KA220-ADU, 2022–2025. Idrisi partner con Fondazione Pietro Barbaro (capofila, Palermo), Carraro Lab, SEAL Cyprus (Nicosia), Association WalkTogether (Sofia).
L’educazione alla sostenibilità ambientale, nel Mediterraneo allargato verso i Balcani, non può essere la trasposizione dei modelli nordici dell’efficienza energetica e della rendicontazione climatica. Deve fare i conti con un’altra geografia di riferimento: quella delle acque che ritornano, delle colture che attendono, dei materiali che si riusano per mestiere prima che per ideologia, delle economie che sanno aspettare perché aspettare è la loro forma di intelligenza accumulata nei secoli. L’eco — fenomeno fisico per cui una voce torna indietro più debole, trasformata, portando con sé l’impronta del paesaggio che ha attraversato — è una metafora esatta di come la sostenibilità si insegna nelle terre che si affacciano sul bacino centrale e orientale del Mediterraneo. Non si insegna spiegando: si insegna creando le condizioni perché chi apprende possa sentire ciò che torna.
La pratica osservata, nel partenariato che ha unito Palermo a Nicosia e a Sofia, è che l’educazione alla sostenibilità ambientale per adulti funziona quando combina due dimensioni che spesso vengono tenute separate: il medium creativo (laboratori partecipati, esercizi di scrittura ambientale, narrazione visuale) e gli strumenti digitali immersivi che permettono di rendere percepibile ciò che normalmente non vediamo — il ciclo dell’acqua, il tempo della crescita di un albero, la trasformazione lenta di un paesaggio. La ricerca-azione coordinata da Idrisi nel primo risultato di progetto ha tracciato percorsi educativi per educatori, insegnanti, animatori socioeducativi, dimostrando che l’attivazione del medium creativo e dello strumento digitale insieme produce un apprendimento che resta — perché passa per il corpo e per il senso, non solo per il dato. L’ambiente, in questo modo, smette di essere un contenuto da trasmettere e diventa un ritmo da abitare.
Lezione per il Nuzhat. La sostenibilità è una questione percettiva prima che ecologica. Si insegna a sentire il ritorno delle cose, attraverso la creatività e la tecnologia messe insieme. Dove l’ascolto manca, ogni politica ambientale diventa rumore.






