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Tappa 6: “Le case nel verde che parla“

Aree rurali, comunità, alfabeti digitali del margine

Coordinata — Aree rurali, comunità, divario digitale-narrativo. Luoghi attraversati — Italia (Sicilia interna), Spagna, Polonia, Belgio, Grecia. Progetto di riferimento — BUCOLICO. BU(ilding) CO(mmunity resi)LI(ence through) CO(mmunication and technology). Erasmus+ KA204, 2020–2023. Idrisi capofila con Internet Web Solutions (Spagna), Fundacja ad Meritum (Polonia), Asturia (Belgio), Innovation Frontiers (Grecia).

C’è una geografia del margine europeo che non corrisponde alle periferie urbane. È quella delle aree interne, dei villaggi rurali a bassa densità, dei territori che la modernità ha attraversato senza fermarsi: borghi montani della Sicilia interna, paesi delle campagne polacche, frazioni andaluse, comunità rurali greche e fiamminghe. Sono luoghi dove il divario digitale non è soltanto una questione di banda larga — è una questione di parole. Le interfacce digitali sono progettate altrove, scritte in linguaggi che presuppongono un mondo urbano, un tempo accelerato, una grammatica della cittadinanza che dà per scontate cose che in queste comunità non sono scontate per niente. Il risultato è che gli adulti, soprattutto i più anziani, restano fuori non perché non abbiano accesso tecnico, ma perché nessuna delle storie che il digitale propone è la loro storia.

La pratica osservata, attraversando i cinque paesi del partenariato, è che la formazione digitale per adulti delle aree rurali funziona quando rinuncia a essere generica e si fa situata. Non un corso standard di alfabetizzazione informatica, ma un percorso costruito intorno ai casi studio raccolti in ciascun territorio: storie reali di comunità che hanno usato la tecnologia per restare, per fare impresa locale, per tenere insieme i legami quando i giovani sono partiti. Idrisi ha tradotto questa intuizione in un Museo Virtuale delle esperienze — una piattaforma navigabile che raccoglie i casi di tutti i partner e li restituisce come patrimonio condiviso. È un piccolo atlante dentro l’atlante: ogni caso è una stanza del museo, ogni stanza è una pratica che una comunità rurale ha inventato per rispondere alla propria condizione. Il digitale, in questo modo, smette di essere lo strumento che impone una lingua nuova e diventa il medium che restituisce dignità alle lingue che già esistono.

Lezione per il Nuzhat. Il divario digitale non è un divario tecnico. È un divario narrativo. Si colma quando le comunità riconoscono che la propria storia merita di essere raccontata anche dentro lo schermo — e che lo schermo, se ascoltato, può imparare la loro lingua.