Disabilità, sguardi, cinque secoli da riattraversare
Coordinata: Corpi, sguardi, accessibilità del patrimonio.
Luoghi attraversati — Palermo, Atene, Zwolle (Paesi Bassi), Sapes (Tracia).
Progetto di riferimento — SENSING OTHERWISE. Art, Disability, and New Immersive Narratives. Erasmus+ KA220-ADU, settembre 2026 – agosto 2028. Idrisi capofila con Crow Group B.V. (Zwolle) e Active Citizens Partnership (Sapes, Grecia).
Idrisi capofila con Crow Group B.V. (Zwolle) e Active Citizens Partnership (Sapes, Grecia).
Per cinque secoli l’arte europea ha guardato i corpi disabili, e li ha guardati quasi sempre di traverso. Le figure grottesche di Bosch e Bruegel, i mutilati di Goya, gli storpi di Ribera, i reduci sfigurati di Otto Dix: una galleria immensa e quasi mai raccontata come tale, perché la storia dell’arte l’ha classificata sotto altre voci — il mostruoso, il pietoso, la denuncia sociale, la satira. Il corpo disabile compare, ma come oggetto dello sguardo altrui. Non firma, non parla, non decide come essere visto. Il titolo del progetto dice il gesto che si propone: sentire altrimenti — cambiare il punto di ascolto prima ancora che il punto di vista. E lo fa tenendo insieme due estremi che di solito non si toccano: la pittura fiamminga del Quattrocento e le testimonianze degli artisti ucraini che oggi vivono la guerra con un corpo ferito.
La domanda con cui il progetto parte è se una mostra immersiva — proiezioni, realtà virtuale, ambienti sonori, percorsi senza barriere — possa fare ciò che le sale dei musei non hanno fatto: restituire a quei corpi la posizione di soggetto. Il metodo è quello che Idrisi ha già iniziato a praticare nella Tappa 10, la stanza immersiva come luogo educativo, ma con una regola in più: gli artisti disabili non sono il tema della mostra, ne sono i co-autori. Palermo, Atene e Zwolle ospiteranno la stessa esposizione per trenta giorni ciascuna: nella Grecia di frontiera le voci dei rifugiati ucraini e siriani, raccolte da chi lavora ogni giorno con loro, entreranno nella stanza di Goya come audio spaziale — la guerra di due secoli fa e quella di oggi nello stesso campo visivo. Il Nuzhat osserverà una cosa precisa: cosa accade quando il visitatore che non conosce Bosch né Dix, e non ha mai pensato alla disabilità come questione di rappresentazione, esce dalla stanza e ha sentito qualcosa che non aveva strumenti per nominare entrando.
Lezione per il Nuzhat (ipotesi di partenza). Il patrimonio non è accessibile quando si abbassa una soglia. Lo diventa quando chi era stato guardato prende in mano lo sguardo. Se l’immersione riesce a fare questo, cinque secoli di pittura cambieranno di segno senza che una sola tela venga toccata.

